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Il Progetto

Che cos’è?

OperaVoice è la nuova tecnologia che consente di seguire in tempo reale le parole di un cantante lirico o di una star della musica rock, lo speech di un oratore o la performance di un attore. Risolve tutte le situazioni in cui qualcuno si esibisce, e un pubblico assiste e vuole capire quello che si dice.

Come funziona?

OperaVoice è una piattaforma che si collega con i dispositivi mobili, e sui loro display trasmette gli #smartitles per l’evento in corso. Smartphone, tablet, pc di tutti i maggiori sistemi operativi, funzionano in modo semplice e in perfetta sincronizzazione con l’applicazione OperaVoice.

Che cosa ha in più?

OperaVoice arricchisce i tradizionali sopratitoli e sottotitoli con due, tre, quattro o più lingue che il pubblico sceglie in assoluta autonomia. Sui dispositivi connessi sono visibili, inoltre, contenuti speciali: il libretto di sala, le foto di scena, la partitura, la discografia, informazioni sul cartellone, informazioni sui servizi.

I Creatori

Gli autori di OperaVoice sono protagonisti nella titolazione teatrale dal 1996 con Prescott Studio, una vera e propria autorità nel campo. Ecco perché gli #smartitles rinnovano con successo una tradizione consolidata.

La rete OperaVoice

A seconda dello spazio dell’evento e della quantità di pubblico, definiamo le specifiche per l’infrastruttura necessaria a coprire lo spazio per la fruizione e il numero di connessioni disponibili. Molto semplice. In pochi giorni una qualsiasi sede è pronta a offrire il servizio e voi pubblico siete pronti a riceverlo.

Il seme

OperaVoice nasce da una lunga pratica nella sopratitolazione teatrale. Il suo inventore è un musicista che per molti anni, dal 1996, collabora ai sopratitoli durante le opere liriche al Teatro Comunale di Firenze.

Un po’ di storia

Dagli anni Novanta a oggi l’uso del servizio di adattamento linguistico – i cosiddetti sopratitoli – si è consolidato: tutti gli enti lirici e molti festival e teatri di tradizione lo utilizzano. Dal 2001 circa vengono usati i sopratitoli anche nella stessa lingua dell’opera rappresentata.

Pro e contra

Molti musicisti o appassionati di teatro sono tuttora sfavorevoli a questa pratica, accusata di dirigere l’attenzione del pubblico attraverso la scansione luminosa delle didascalie. La sua diffusione ci segnala però come la perfetta comprensione superi il fastidio della scritta sopra la scena e delle transizioni luminose.

Lo stato dell’arte

Nel 1995 il Metropolitan Theater di New York installa i display dietro le poltrone, su cui lo spettatore può scegliere le didascalie in quattro lingue. Questo sistema oggi è adottato solo da grandi teatri (in Italia a Milano, dal Teatro alla Scala e dal Teatro agli Arcimboldi). Per i costi molto alti d’impianto, cablaggio e acquisto dei display, si installa solo in teatri costruiti ex novo, o quando si compiono radicali ristrutturazioni della sede teatrale .

OperaVoice

OperaVoice interviene nello stato dell’arte con una proposta dirompente: gli apparati sono i normali reader, smartphone, tablet, pc portatili. In pratica ogni dispositivo che larga parte degli spettatori già possiede, a casa o nella propria tasca. Il pubblico entra in teatro e con poche semplici azioni si connette e riceve i titoli. Con lo stesso server si gestiscono sia i sopratitoli proiettati che le didascalie sui dispositivi mobili.

La novità

I costi rispetto ai display dietro le poltrone sono abbattuti del 90%, la titolazione multilingua diviene possibile anche in sedi all’aperto come anfiteatri o arene. Un progetto industriale si trasforma in un sistema wireless, leggero e orientato al marketing, capace di dialogare con ciascun spettatore, singolarmente. Nessuna ristrutturazione nella sede dell’evento: il sistema è già in cloud, attende solo di essere attivato con un impatto nullo sui luoghi di spettacolo.

Web e Mobile Marketing

Con flessibilità e leggerezza, OperaVoice si evolve con lo sviluppo della tecnologia mobile. Si adatta a ogni evento dal vivo: concerti pop, convegni, conferenze. Ideata quando i dispositivi mobili di punta sono cellulari con il display da pochi pollici, dalla comparsa dell’iPhone nel 2007, al diffondersi dei tablet tre anni dopo, OperaVoice si trasforma in un’applicazione in grado di declinare le soluzioni più diverse: dall’editoria digitale alle mappe, dai servizi alla persona agli strumenti integrati del web marketing.

Una realtà aumentata (A/R)

Nel blog dettagli e approfondimenti su cosa ci aspetta. Il prossimo capitolo sono loro: i Google Glass e i dispositivi indossabili.